1 maggio 1966

Domenica del Corriere, Anno 68 N. 18

settimanale del Corriere della Sera

p. 75 - Sventola "Bandiera Gialla" - Il sabato pomeriggio 5 milioni di giovani stanno "incollati" alla radio

Bandiera gialla, segnale di pericolo: sulle navi veniva issata per indicare che a bordo era scoppiata un'epidemia, la mortale febbre gialla. Quindi vietato avvicinarsi. Nel caso della "Bandiera gialla" radiofonica - la trasmissione musicale che va in onda il sabato alle 17,40 ormai da circa sei mesi - ovviamente non esistono pericoli del genere. Ma febbre, epidemie e divieti esistono ugualmente: la febbre è quella per la musica yé-yé, che colpisce generalmente gli adolescenti e i giovanissimi di tutto il mondo, proprio in forma epidemica; il divieto, invece, riguarda i maggiorenni, diffidati dall'entrare nel mondo urlato dei loro discendenti.
Gianni Boncompagni, un giovane anche lui (pur se non più giovanissimo), è l'inventore della trasmissione il cui compito principale è quello di presentare ai giovani le novità musicali di tutto il mondo: quelle, soprattutto, che in Italia sono ancora sconosciute, e che di solito arrivano da noi con diversi mnesi di ritardo. Varare un programma del genere non è stato facile. perché la canzone ha alla radio un trattamento particolare: prima di essere accettato per la programmazione un disco deve passare attraverso una serie di commissioni molto caute nell'esprimere giudizi e nel dare i nulla osta. Immaginiamoci poi quando queste canzoni sono yé-yé. Ebbene Gianni Boncompagni è riuscito a farsi dare carta bianca, e a trasmettere tutto ciò che vuole.
Lo aiuta molto il fatto - ciò non è da dimenticare - che questi testi "sparati" sono quasi tutti in lingua inglese, per cui anche eventuali esagerazioni possono passare inosservate ai più.
Ciò non toglie che una trasmissione del genere appena sei mesi or sono era da ritenersi impossibile in Italia.

"Bandiera gialla"  si registra ogni giovedi nello studio "M" di via Asiago a Roma: e da quando la trasmissione si e affermata, gli uscieri della RAI fanno fatica a contenere e respingere i giovani che vorrebbero entrare in studio. Perché, al contrario di quasi tutte le trasmissioni radiofoniche, "Bandiera gialla" viene realizzata dal vivo, alla presenza del pubblico cui durante la trasmissione non viene imposto il silenzio, ma viene data invece piena libertà.

Il successo di "Bandiera gialla" appare oggi indiscutibile: quasi cinque milioni di giovani seguono ogni sabato la trasmissione. E una prova della popolarità del programma è data dalle classifiche discografiche che vengono pubblicate dai giornali più o meno specializzati; sui dieci motivi delle classifiche, almeno cinque sono successi presentati da
"Bandiera gialla". Tale è stato il successo del programma che subito si era pensato di realizzarne un'edizione televisiva. Ma probabilmente non se ne fara nulla: "La TV non
mi interessa - dice senza esitazione Gianni Boncompagni - anche perché so già che non potrei continuare a lavorare con la stessa libertà che mi lasciano alla radio. La
radio è, nelle sue vedute, molto più moderna della TV, che indietro di almeno vent'anni. Sì, è vero, contatti ci sono stati. Ma pretendevano che io realizzassi la trasmis-
sione con quattro lire, mentre una "Bandiera gialla" televisiva comporterebbe certe esigenze che non sono proprio da quattro soldi. Allora ho preferito rinunciare".

La trasmissione che ha fatto conoscere in Italia cantanti come Nancy Sinatra, Sonny and Cher, Tom Jones, che ha lanciato per prima quasi tutti i motivi dei Beatles, dei
Rolling Stones, dei Beach Boys e di tanti altri esponenti dei "capelluti" musicali, resterà quindi soltanto radiofonica, anche se il novanta per cento dei giovani che scrivono a Boncompagni chiedono anche la verslone televisiva. "Bandiera gialla", comunque, continuera per radio almeno per tutto il 1966.

Intanto, Gianni Boncompagni sta realizzando un altro programma radiofonico: si chiamerà "Roma 6764" (è il numero telefonico della RAI romana) e sarà in presa diretta. Mentre il programma è in onda, chiunque può telefonare e chiedere di ascoltare il disco preferito, che verra subito trasmesso. Anche questa è una trasmissione del tutto nuova per l'Italia. In altri paesi, e soprattutto negli Stati Uniti, rubriche del genere esistono da una ventina d'anni e anche più. Ma noi, nel campo della musica leggera radiofonica (e televisiva) siamo indietro di un quarto di secolo, e c'è voluto non poco per convincere i vecchi "ras" di via del Babuino ad accettare l'idea, veramente rivoluzionaria per un ambiente tanto conservatore quale è quello della radiotelevisione italiana.

Titolo

Domenica del Corriere, Anno 68 N. 18

Editore

Corriere della Sera

Autore

Carlo Galimberti

Numero di pagine

95

Lingua

Italiano

Supporto

cartaceo

Dimensioni

Larghezza:
27,5 cm
Altezza:
38 cm

Paese di pubblicazione

Italy