Domenica del Corriere, Anno 66 N.9 - Dobbiamo dare l'ostracismo ai Beatles?
p.3, in rubrica Confidenze al Direttore Dobbiamo dare l'ostracismo ai Beatles?
Il signor Ugolino Pieracei ci scrive da La Spezia:
«Caro Direttore, ho paura che presto ci capiti un'altra sciagura nazionale: sento dire che presto verranno anche in Italia i "Beatles" (che pare voglia dire "gli scarafaggi") quattro giovanotti disertori della vanga che col loro jazz, fanno impazzire mezza Europa. Quando la finiremo con questo jazz? Non si potrebbe impedire che venissero a calpestare le aiuole del bel canto italiano?».
No, non si potrebbe proprio. Né si dovrebbe. I «Beatles» sono un fenomeno del nostro tempo, così come il morbillo è una malattia dell'infanzia. Tutte cose che è meglio lasciar sfogare.
E poi bisogna tener presente che, come diceva mio nonno: «l'acqua va all'ingiù». Voglio dire che ogni secolo ha manifestazioni peculiari che vanno accettate così come sono, fatto salvo beninteso il diritto di tutti e di ognuno di applaudirle o fischiarle.
Non mi pare ormai più possibile respingere in blocco la musica jazz che è entrata ormai, e da tempo, nella storia della musica con alcuni indimenticabili capolavori. Proprio di questi giorni è la notizia che nel duomo cattolico di Münster, è stata eseguita, durante una messa, musica sacra jazz, con tanto di batteria e contrabbasso. Inutile dire che la chiesa era gremita soprattutto di giovani.
E il vescovo Tenhumbery, dal pulpito ha detto: «La musica sacra deve seguire nuove vie per avvicinarsi alla comprensione degli uomini. Ogni generazione ha il diritto di esprimere la propria fede sotto nuove forme».
E non si creda che a Münster siano cattolici per modo di dire, tutt'altro: la città era ed è considerata un avamposto del cattolicesimo in Germania. In questo clima maturò e si compì il gesto del cardinale Von Galen quando, durante la guerra, scese contro la mitra delle SS, vestito dei paramenti sacri e col suo gesto che ricalcava quello di Leone Magno contro Attila, fece abbassare le armi agli Unni di Hitler.